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sabato 15 novembre 2008

Rio d'Alba


Riscoperta in Val d'Ossola - Piemonte

Evan, che come sempre viene da Londra, finisce di prepararsi alla partenza, dietro la montagna è già innevata.

Dopo i primi salti semplici le cascate diventano belle esteticamente.

Niente male.

Un’altra super goulotte, molte cascate hanno questa forma. I chiodi in posto sono scadenti ma ancora utilizzabili.

Questa cascata invece è tutta una serie di scalini fino in fondo, comodi per scendere!

Subito più avanti il percorso riprende ad essere bello e regolare. Sempre delle goulotte di diversa difficoltà. La roccia è molto bella, piena di cristalli di vario colore. La giornata è grigia ma è perchè siamo sul versante nord-est e il sole non ci può raggiungere, comunque a novembre il sole è piuttosto basso.

Evan si diverte anche a fare da modello, d’altra parte non c’è scelta visto che siamo solo in due.
Comunque le cascate non sono per niente facili e non si riesce proprio ad evitare l’acqua

Si comincia a vedere la valle qui dove il canyon si apre, siamo ancora altissimi rispetto al fondovalle, il dislivello è tanto.

Evan attacca la cascata di 65 metri, ci sono almeno 400 metri di dislivello ancora da scendere.

Più sotto troviamo questo camoscio caduto nel torrente. Dalla pupilla bianca si deduce che aveva la cataratta, probabilmete originata da una malattia contagiosa che periodicamente colpisce i camosci.

Un veloce spuntino, sullo sfondo si vede in parte la cascata di 65 metri. Ci aspetta qualche piccola cascata e per finire il grande cascatone finale.

L’ultima cascata che intaglia le placche e ci si affaccia sul grande salto.

Ancora una piccola vasca turbolenta e profonda e siamo alla fine.

Evan sul primo frazionamento a fianco della cascata. Non sembra ma ci vogliono 5 lunghe calate per raggiungere il fondo. Riusciamo anche a prendere un pò del sole pomeridiano. Gli armi sono sempre delle catenelle indecenti. La discesa nel complesso ci è sembrata impegnativa: freddo, tante cascate, chiodi scadenti e niente sole per tutto il giorno.


giovedì 13 settembre 2007

Toce, fiume e canyon insieme


Alla partenza, le erosioni sono  molto grandi e bellissime.


Il primo tratto di gola non presenta grosse difficoltà salvo dove la corrente è più forte.


Più avanti bisogna evitare una doppia cascata caladosi a destra da un albero, Carlo se la gode.


Poco più avanti si arriva a questa potente cascata, non molto alta ma sufficiente a creare molto aerosol e corrente. Si riesce giusto a scendere a fianco dell’acqua.


In una delle sezioni da percorrere a nuoto. Il Toce in questo tratto è sicuramente il più stretto, profondo e monumentale canyon scavato in questo tipo di roccia d’Italia, almeno tra quelli percorribili.


Un punto di pausa possibile. Anche se percorribile il Toce è pericoloso in quanto a monte sono presenti molti impianti idroelettrici uno dei quali solo 1 km più a monte. Anche il bacino idrografico è vastissimo.


Un'altra lunga sezione di nuoto, qui ci sono 500 metri continui !


Ancora nuoto, l’ambiente è molto bello ma anche puittosto inquietante.


Qui siamo alla grande POZZA ROTANTE. Carlo si tuffa da 8 metri, io fotografo.


Carlo fallisce il primo tentativo di uscita. Se non siete sicuri al 100% di uscirne non entrate assolutamente in questa pozza. Ci si può calare a destra subito oltre la cascata.


Carlo segue la corrente di ritorno e riparte deciso con una traiettoria diversa. Come conformazione sembra proprio una di quelle pozze che si utilizzano come modello nei corsi.


Questa volta il passaggio riesce, da notare che senza zaino si nuota meglio mentre Carlo lo ha tenuto in spalla.



Si continua sempre in un grande corridoio con piccoli dislivelli.


Sullo sfondo si vede una passerella sopra la forra, non manca molto.


Dopo la passerella l’armo si trova al centro sulla roccia tra le due cascate. Le pareti cominciano ad allargarsi ed abbassarsi ai lati.


Tracce di civiltà sulle rocce della cascata.


Ancora un punto tecnico, si fatica ad uscire dalla pozza.


Ok  si riesce a salire.


Un bel tuffo, lo spazio non manca.


Ancora un tuffo, qui siamo sotto il ponte da dove si risale, ci sono splendide formazioni rocciose.


Il corso d’acqua si divide in vari rami e scorre tra grandi placche levigate e piccole marmitte.


Vista sulle marmitte dal ponte.
A